CRIPTOASSET. Le società di consulenza finanziaria indipendente rispondono su Plus24 de Il Sole 24 Ore

CRIPTOASSET. L’ACCORDO SU MICA AVVIA LE TUTELE EUROPEE PER GLI INVESTITORI
Stablecoin: un faro su impatto climatico, stretta antiriciclaggio e solidità delle riserve

Cripto attività in formato Ue. Lo scorso 30 giugno le istituzioni dell’Unione hanno raggiunto un accordo – provvisorio però – sul regolamento Mica (ovvero relativo al Mercato delle Cripto attività), che dovrebbe entrare in vigore agli inizi del 2024. Inoltre ricordiamo che è dello stesso periodo anche l’accordo sulla reportistica di sostenibilità (si veda l’articolo accanto): un periodo dunque di interventi sul campo finanziario, anche se non è stata ancora varata, come era stato annunciato, la strategia per gli investitori retail, pure essa attesa entro la prima metà dell’anno.
Il regolamento Mica mette sotto osservazione alcuni punti fondamentali del mondo dei cripto asset: l’impatto ambientale, l’antiriciclaggio e la solidità patrimoniale degli emittenti stablecoin (si tratta qui di una via di mezzo tra criptovalute e moneta “ufficiale”, in cui l’emissione della valuta digitale è ancorata a un’attività di riserva stabile).
A proposito della solidità patrimoniale per gli emittenti di stablecoin, osserva Edoardo Fusco Femiano, fondatore di DLD Capital SCF: «Sul punto la normativa non è chiara: il rapporto 1:1 tra stablecoin e riserve patrimoniali non specifica in che misura queste debbano essere in disponibilità liquide e/o altri assets a garanzia della stabilità dello stablecoin. Probabilmente questo primo quadro di riferimento rischia di essere molto vago e sugli stablecoin ancora non fornisce un’indicazione chiara sul tema centrale, quello della loro patrimonializzazione».
Oltre ad essere dotati di una liquidità minima adeguata gli stablecoin saranno soggetti alla vigilanza dell’Autorità bancaria europea (Eba). E anche gli emittenti di token collegati ad attività dovranno avere una sede legale nella Ue «per garantire una vigilanza e un monitoraggio adeguati riguardo alle offerte al pubblico di token collegati ad attività».
Come indicato dagli organismi comunitari all’indomani dell’accordo raggiunto tra presidenza del Consiglio e Parlamento europeo, gli operatori del mercato delle cripto-attività saranno tenuti a dichiarare le informazioni sulla loro impronta ambientale e climatica. Sarà l’Esma ad elaborare progetti di norme tecniche di regolamentazione riguardanti il contenuto, le metodologie e la presentazione delle informazioni relative ai principali effetti negativi sull’ambiente e sul clima. Ed è previsto che entro due anni la Commissione europea presenti una relazione «sull’impatto ambientale delle cripto-attività e sull’introduzione di norme minime di sostenibilità obbligatorie per i meccanismi di consenso, compreso il proof-of-work». Inoltre viene ricordato che le regole antiriciclaggio Ue ora valgono anche per le criptoattività, quindi non vengono riprodotte le norme relative all’interno di Mica, però saranno previsti dei controlli rafforzati. Spiegano infatti dalla Ue: «I fornitori di servizi per le cripto-attività la cui società madre è situata in paesi figuranti nell’elenco dell’UE dei paesi terzi considerati ad alto rischio per quanto riguarda le attività antiriciclaggio e nella lista UE delle giurisdizioni non cooperative a fini fiscali saranno tenuti ad effettuare controlli rafforzati in linea con il quadro antiriciclaggio della Ue. Requisiti più rigorosi possono inoltre essere applicati agli azionisti e alla direzione dei fornitori di servizi per le cripto-attività, in particolare per quanto riguarda la loro localizzazione».
Per quanto riguarda un asset che riscuote sempre maggiore successo, quello degli Nft, occorre fare qualche precisazione. Spiega Fusco Femiano: «Gli Nftw sono totalmente fuori dall’ambito di applicazione di Mica, a meno che non rientrino nelle categorie di cripto-asset esistenti. Entro 18 mesi la Commissione europea sarà incaricata di preparare una valutazione completa e, se ritenuto necessario, una proposta legislativa specifica per creare un regime per gli Nft». E quanto ai riflessi in Italia, aggiunge: «Mica è una cornice normativa all’interno della quale i singoli paesi saranno chiamati a definire le normative locali di riferimento. L’Italia, come gli altri, dovrà adeguarsi suddividendo gli obblighi tra le autorità di vigilanza preposte. Si tratta di un primissimo passo rispetto al quale i tempi di effettiva adozione saranno ancora lunghi».

Antonio Criscione

Assemblea annuale AssoSCF

Si svolgerà, in prima convocazione domani 27 aprile e in seconda convocazione giovedì 28 aprile alle ore 11.00, l’assemblea annuale dell’associazione.

All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio consuntivo 2021 e l’approvazione del bilancio previsionale 2022.

La votazione sarà elettronica online sulla piattaforma ELIGO.

Qui le indicazioni per come votare: GUIDA AL VOTO

AssoSCF in crescita, si conferma il punto di riferimento per le SCF italiane

A distanza di tre anni dalla nascita del nuovo Albo dei consulenti finanziari, con l’inserimento di due sezioni dedicate a consulenti autonomi e persone giuridiche, cresce il numero delle società di consulenza. Si tratta di strutture (con la forma di srl o di spa) che rappresentano oggi il soggetto in grado di aggregare professionalità diverse: ex consulenti finanziari di banche e Sim che scelgono la consulenza indipendente, commercialisti che desiderano offrire nuovi servizi alla propria clientela e giovani appassionati di finanza che ambiscono al ruolo di advisor Fee-Only e che si vogliono realizzare nella professione indipendente, slegata da banche e intermediari.
Ed è proprio la particolarità dell’“indipendenza soggettiva” che caratterizza queste nuove figure e le identifica come l’unico soggetto vigilato esistente sul mercato e dotato di questo requisito.La scelta dell’associazione, guidata da Andrea Carboni, è stata sin da subito molto chiara: possono associarsi ad AssoScf solo le società iscritte all’Albo e non possono iscriversi banche o altri intermediari, sia nazionali che esteri. In secondo luogo, i professionisti che ricoprono cariche in associazione sono tutti consulenti finanziari autonomi, che svolgono in concreto l’attività con un’esperienza maturata sul campo.
AssoScf, entrata da pochi mesi all’interno dell’Organismo di Vigilanza, conta oggi 27 società iscritte, con diverse nuove realtà in pipeline, in attesa di autorizzazione Ocf.

AssoSCF dice la sua in occasione della “Retail investment strategy for Europe”

L’associazione delle Società di Consulenza Finanziaria Indipendente, dopo aver ampliato il suo Direttivo passato da cinque a nove membri e aver presentato la domanda per l’ingresso nell’Organismo di Vigilanza OCF, ha partecipato alla consultazione europea sulla “Strategia dell’UE per gli investitori al dettaglio” prevista per la prima metà del 2022.

La Commissione

La Commissione sta cercando di garantire che un quadro giuridico per gli investimenti retail sia adeguatamente adattato al profilo e alle esigenze dei consumatori, contribuisca a garantire risultati di mercato migliori, dia potere agli investitori e rafforzi la loro partecipazione ai mercati. L’associazione ha dato ancora una volta un contributo presentando il proprio modello, frutto dell’applicazione in Italia dell’art. 3 Mifid 2, che sta riscuotendo molti consensi sul mercato verso la consulenza Fully Independent, con conseguente beneficio per l’innalzamento della qualità del servizio e soprattutto per la tutela dell’investitore.

L’assenza di inducements

AssoSCF ritiene che l’assenza di inducements nel processo di consulenza abbia l’effetto di incrementare la fiducia dell’investitore sia nei confronti del consulente che del sistema finanziario in generale. Per AssoSCF, le regole introdotte da Mifid 2 sono insufficienti a garantire un’adeguata tutela dell’investitore in quanto la normativa fa leva prevalentemente su obblighi di trasparenza e di product governance, ma l’asimmetria informativa tra investitori al dettaglio e imprese di investimento è ancora molto presente.  È necessario quindi sostituire l’attuale disciplina con un nuovo framework diretto ad introdurre un servizio di consulenza totalmente indipendente (Fully Independent), affidata a soggetti indipendenti che esercitano solo l’attività di consulenza senza detenzione di denaro e di titoli di pertinenza della clientela, Così si potrà prevenire conflitti di interesse legati agli inducements.

Gli obiettivi che si raggiungerebbero

L’adozione di una simile soluzione consentirebbe di: • Servire al meglio gli interessi del cliente, anteponendoli a quelli del consulente;

• Incrementare la fiducia degli investitori al dettaglio nel sistema finanziario e la loro partecipazione ai mercati;

• Incrementare la concorrenza cross border nel settore della consulenza indipendente, facendo leva sul riconoscimento del passaporto europeo;

• Diminuire i costi del servizio di consulenza, rendendolo accessibile ai clienti retail e soprattutto a quelli che non ne hanno potuto sinora usufruire;

• Aumentare la concorrenza sull’efficacia e sulla qualità dei prodotti disponibili sul mercato ai fini della migliore valutazione di adeguatezza.

 

CON SCF PROFESSIONALITÀ DIVERSE PER UN SERVIZIO DA FAMILY OFFICE Video-intervista a Luca Mainò, vicepresidente di Asso SCF

“COME SI APRE UNA SOCIETÀ DI CONSULENZA?” Intervista di Giuseppe Di Vittorio (Le Fonti TV) ad Andrea Carboni, Presidente AssoSCF